martedì 3 febbraio 2015





Affidamento dell’urna cineraria (al convivente more uxorio)

Trib. Treviso xx dicembre 2014


Deve essere tutelata in termini di diritto soggettivo la posizione del privato nei confronti dell’attività – vincolata – della p.a., relativa all’affidamento delle ceneri a seguito della cremazione del defunto [osserva i Tribunale che, se, in relazione alla disciplina e all’eventuale dispersione delle ceneri, la ratio sottesa alla l. 130/2001 – nonché, nello specifico alla l.r. (Veneto) 18/2010 – è, in via principale, la tutela della salute pubblica e solo in via subordinata e secondaria la tutela dell’interesse privato, non altrettanto può dirsi con riferimento alla singola situazione giuridica soggettiva attinente all’affidamento delle urne contenenti le ceneri dei defunti già cremati: tale attività, collocandosi in un contesto spazio-temporale nel quale si è consumata l’esigenza di salvaguardare la salute collettiva, è finalizzata, in via primaria alla tutela del diritto degli aventi titolo a detenere l’urna cineraria]


Per effetto di un’interpretazione (estensiva ma) costituzionalmente orientata della norma, la nozione di familiare, contenuta nell’art. 3, c. 1, lett. d), della l. 130/2001, comprende anche il convivente more uxorio

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