Elezioni
comunali – Presentazione delle liste – Autenticazione delle firme –
Assessore/consigliere
provinciale/comunale - Limiti
Cons. di Stato, V, xx febbraio 2014, n. xx
I consiglieri degli enti locali possono
autenticare le sottoscrizioni necessarie per lo svolgimento delle operazioni
elettorali di cui all’art. 14, primo comma, della l. 53/1990, , in relazione a
tutte le operazioni elettorali, elencate nella norma citata, che si svolgono
nell’ambito della circoscrizione territoriale dell’ente cui appartengono [di
conseguenza, aggiunge il massimo organo di giustizia amministrativa, in
relazione alla controversia in esame, i consiglieri provinciali possono
autenticare le firme relative alle operazioni elettorali per l’elezione dei
sindaci ed il rinnovo dei consigli dei comuni della provincia, mentre i
consiglieri comunali hanno analoga legittimazione per le elezioni del sindaco
ed il rinnovo del consiglio del loro comune]
SENTENZA
OMISSIS
FATTO e DIRITTO
OMISSIS
Più specificamente, il Collegio è chiamato a decidere
sull’ambito nel quale i consiglieri provinciali e comunali sono legittimati ad
autenticare le firme dei presentatori delle liste di candidati alle elezioni
provinciali e comunali.
Osserva al riguardo il Collegio che nel caso in esame si
discute della legittima partecipazione alla competizione elettorale per
l’elezione del sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale di T. di due liste
i cui presentatori hanno fatto autenticare le loro sottoscrizioni da un
consigliere della Provincia nella quale si trova il suddetto Comune.
Gli appellanti sostengono, sulla base anche di C. di S., 8
maggio 2013, n. 2501, che i consiglieri provinciali e comunali sono legittimati
a prestare la suddetta opera di garanzia solo ricorrendo due presupposti,
costituiti dalla territorialità e dalla funzionalità del loro intervento.
In altri termini, come si esprime la sentenza richiamata, “il
consigliere dell’ente locale esercita il potere di autentica delle
sottoscrizioni ex art. 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53 esclusivamente nei
limiti della propria circoscrizione elettorale e in relazione alle operazioni
elettorali dell'ente nel quale opera”.
Il Collegio osserva come il precedente
richiamato sia sostanzialmente isolato, essendo stato ripreso solo in sede
consultiva (Sezione Prima, parere 3457/2013 del 26 luglio 2013) e solo in
parte, senza affrontare espressamente il problema che ora occupa.
Inoltre, i precedenti richiamati nella sentenza appena citata
sono applicabili al caso in esame per la sola parte relativa al requisito della
territorialità, mentre non si esprimono in relazione al problema del cosiddetto
limite funzionale del potere di autentica.
Le suddette pronunce affermano,
infatti, il principio, condiviso dal Collegio, secondo il quale tutti i
soggetti legittimati a conferire pubblica fede circa la provenienza di una
sottoscrizione esercitano il relativo potere nell’ambito di una circoscrizione
territoriale determinata.
Giova rilevare che il principio è stato affermato anche da C.
di S., A.P., 9 ottobre 2013, n. 22, secondo cui i pubblici ufficiali, ai quali
la legge elettorale conferisce il potere di autenticare le sottoscrizioni delle
liste di candidati, sono titolari del potere di autenticare le sottoscrizioni
esclusivamente all’interno del territorio di competenza dell’ufficio di cui
sono titolari o ai quali appartengono.
Le sentenze richiamate non affrontano,
invece, il problema, che costituisce il fulcro della presente controversia,
sulla esistenza di un limite funzionale all’esercizio di tale potere da parte
dei consiglieri degli enti locali.
La questione è affrontata solo dalla
citata sentenza 8 maggio 2013, n. 2501, secondo la quale tali soggetti possono
esercitare il potere in questione solo quando esso sia richiesto per la
partecipazione a competizioni elettorali dello stesso ente locale presso il
quale operano.
Tale impostazione non è condivisa dal
Collegio.
Invero, deve essere rilevato come tale limitazione non è stata
univocamente prevista dal legislatore.
Di conseguenza, introdurre tale limite per via interpretativa
comporta l’insorgere di evidenti incertezze operative e l’annullamento di
operazioni elettorali nelle quali tutti i candidati si sono comportati secondo
diligenza e buona fede, avendo seguito un’interpretazione che certamente
l’enunciato utilizzato dal legislatore non consentiva di escludere con palese
evidenza (la descritta esigenza di semplificazione del procedimento elettorale
è stata tenuta presente anche da C. di S., A.P., 9 ottobre 2013, n. 22).
Non può essere dedotto, in contrario senso, il fatto che
neanche la limitazione territoriale del potere di autentica è espressamente
prevista dalla norma in commento, in quanto il concetto della limitazione
territoriale del medesimo potere in capo a tutti i soggetti cui è stato
attribuito costituisce dato di comune conoscenza, che chiunque ha potuto
apprendere quando – ad esempio – si è dovuto avvalere dell’opera di un notaio e
trova la specifica base normativa nel combinato disposto descritto
dall’Adunanza Plenaria.
Inoltre, la limitazione cosiddetta funzionale si pone in
contrasto logico con il contenuto complessivo della norma, che espressamente attribuisce
il suddetto potere ai consiglieri degli enti locali anche in relazione alle
autentiche necessarie per la partecipazione alle diverse competizioni
elettorali ivi elencate.
Deve quindi essere affermato che i
consiglieri degli enti locali possono autenticare le sottoscrizioni necessarie
per lo svolgimento delle operazioni elettorali di cui all’art. 14, primo comma,
della legge 21 marzo 1990, n. 53, nel testo novellato dall’art. 4 della legge
30 aprile 1999, n. 120, in relazione a tutte le operazioni elettorali, elencate
nella norma citata, che si svolgono nell’ambito della circoscrizione
territoriale dell’ente cui appartengono.
Di conseguenza, per quanto di rilievo
per la presente controversia, i consiglieri provinciali possono autenticare le
firme relative alle operazioni elettorali per l’elezione dei sindaci ed il
rinnovo dei consigli dei comuni della provincia, mentre i consiglieri comunali
hanno analoga legittimazione per le elezioni del sindaco ed il rinnovo del
consiglio del loro comune.
4. L’appello deve, in conclusione, essere respinto.
In considerazione delle incertezze giurisprudenziali sopra
evidenziate le spese devono essere integralmente compensate.
P.Q.M.
il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta)
definitivamente pronunciando sull'appello n. …, come in epigrafe proposto, lo
respinge.
OMISSIS