giovedì 20 ottobre 2016




Interrogazione a risposta immediata n. 3-02567 dell’On. Rondini sulle iniziative volte ad escludere l’iscrizione anagrafica per gli immigrati ospitati nei centri di accoglienza, al fine di salvaguardare le risorse comunali e l’efficienza dei servizi erogati alla cittadinanza


Interrogazione a risposta scritta 4-14520 (ritirata il 18 ottobre 2016)

presentata da RONDINI Marco

testo di Venerdì 14 ottobre 2016, seduta n. 692

RONDINI, MOLTENI, GUIDESI e GIANLUCA PINI.

Al Ministro dell’Interno.

Per sapere – premesso che


da alcuni articoli di stampa, tra cui quello apparso su La verità del 12 ottobre 2016, si apprende che sempre più immigrati, alloggiati nei diversi e numerosi centri e accoglienza dislocati sul territorio italiano, hanno avanzato o stanno avanzando ai comuni domanda per l’iscrizione anagrafica;

a seguito di tale domanda, agli immigrati che hanno già ottenuto il certificato di residenza, viene conseguentemente rilasciata la carta di identità e riconosciuto l’accesso ai servizi sociali erogati dai comuni, che andrebbero, dunque, ad aggiungersi a quelli già previsti e forniti nell’ambito del servizio di accoglienza;

secondo gli ultimi dati disponibili, all’11 ottobre 2016 nel sistema accoglienza erano presenti 163.910 immigrati (sebbene il numero sia destinato ad aumentare rapidamente per i continui sbarchi) e a fronte dell’incremento delle domande per l’iscrizione anagrafica, le casse comunali, già in difficoltà, sono destinate in breve tempo al tracollo, soprattutto quelle dei piccoli comuni, dove sono stati alloggiati dalle prefetture il maggior numero di immigrati nell’ambito dell’accoglienza cosiddetta «diffusa»;

sempre secondo gli ultimi dati disponibili, aggiornati al 7 ottobre 2016, circa il 60 per cento delle domande di protezione internazionale viene denegato già in prima istanza, con la conseguenza che, benché il certificato di residenza sia provvisorio, nelle more della sua cancellazione, l’immigrato divenuto irregolare, tuttavia, può godere di tutti i servizi erogati dal comune, continuando a gravare
sulle casse dello stesso;

numerosi sindaci hanno sollevato rilievi e proteste già nella primavera scorsa e l’Anci aveva chiesto un intervento mirato e tempestivo del Governo sulla questione;

nonostante l’avviato «dialogo aperto», il 17 agosto 2016, pare che il Ministero abbia emanato una circolare e imposto ai comuni di concedere la residenza agli immigrati ospitati nei centri di accoglienza, anche per il tramite delle cooperative che hanno in gestione tali centri;

con la circolare del 17 agosto 2016, il Ministero dell’interno pare però abbia solo precisato che «dalle disposizioni normative sembra emergere un quadro certo sul diritto del richiedente protezione internazionale, ospitato presso strutture di accoglienza e titolare del permesso di soggiorno, all’iscrizione anagrafica ed al rilascio della carta d’identità», richiamando, nel merito, le disposizioni normative di cui all’articolo 6, comma 7 del decreto legislativo 23 luglio 1998 n. 286, (testo unico sull’immigrazione) e l’articolo 5, comma 3 del decreto legislativo 8 agosto 2015, n. 142;

benché l’articolo 5, comma 3 del decreto legislativo n. 142 del 2015, al fine di considerare il centro quale dimora abituale, faccia riferimento ai centri di cui agli articoli 9, 11 e 14, tuttavia, nelle strutture di cui all’articolo 11, nell’ambito dei quali sono accolti la maggioranza dei richiedenti protezione internazionale, l’accoglienza dovrebbe essere solo temporanea;

si registrano le istanze e le proteste di numerosi sindaci, sui quali di fatto viene scaricato in ultima istanza il costo dell’accoglienza, con conseguente danno e riduzione dei servizi erogati alla cittadinanza –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto riportato in premessa e se ciò corrisponda al vero e quali iniziative intenda adottare per modificare l’attuale normativa affinché non sia consentita l’iscrizione anagrafica, con il conseguente rilascio della carta di identità e l’accesso ai servizi sociali erogati dai comuni, agli immigrati ospitati nei centri di accoglienza, a fronte dei rilievi e delle richieste avanzate dai sindaci e per i motivi sopra esposti.



CAMERA DEI DEPUTATI
Assemblea
Seduta di mercoledì 19 ottobre 2016

Interrogazione a risposta immediata n. 3-02567 dell’On. Rondini sulle iniziative volte ad escludere l’iscrizione anagrafica per gli immigrati ospitati nei centri di accoglienza, al fine di salvaguardare le risorse comunali e l’efficienza dei servizi erogati alla cittadinanza

Interviene il Ministro dell’interno Angelino Alfano

PRESIDENTE. L’onorevole Rondini ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3–02567, per un minuto.


MARCO RONDINI. Grazie, Presidente. Noi chiediamo al signor Ministro di intervenire su una questione, che è rimbalzata agli onori della cronaca, che ci ha dato conto del fatto che molti immigrati presenti nel variegato mondo del sistema dell’accoglienza oggi avanzano la richiesta di ottenere la carta di identità e l’iscrizione anagrafica. La preoccupazione che noi manifestiamo al Ministro è la preoccupazione dei sindaci, dei primi cittadini, che temono, a ragione secondo noi, di vedere questi immigrati poter accedere anche ai servizi sociali che i comuni erogano e che fanno fatica oggi, magari, ad erogare a favore dei propri cittadini. Ecco, noi chiediamo, quindi, urgentemente al Ministro di intervenire affinché questa possibilità non si manifesti, per salvaguardare in particolare i primi cittadini e i servizi sociali che loro dovrebbero erogare prima di tutto ai cittadini italiani.

PRESIDENTE. Il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha facoltà di rispondere per tre minuti.

ANGELINO ALFANO, Ministro dell’Interno. Ringrazio l’onorevole interrogante, perché anch’io ho letto la stampa alla quale lui si riferisce, e dunque questa interrogazione mi dà l’opportunità di entrare nel merito di quanto scritto su qualche articolo che ho avuto modo di leggere. Nessuna residenza anagrafica agli stranieri irregolari e nessuna mia circolare a tal proposito, questo è il punto. Non c’è nessuna residenza per gli stranieri irregolari, nessuna residenza anagrafica, ed io non ho fatto una circolare a tal proposito. Tengo a precisare che l’iscrizione e le variazioni nei registri anagrafici sono previste per i soli cittadini stranieri, regolarmente residenti in Italia, in possesso di un regolare permesso di soggiorno e per i richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza, per i quali il Centro rappresenta il luogo di dimora abituale ai fini della iscrizione cui ho fatto riferimento. Quindi non c’è nessuna, nessuna, nessuna innovazione rispetto a quanto disposto dal testo unico dell’immigrazione che mi precede e che precede il mio arrivo al Viminale e dal decreto legislativo, dunque nessuna innovazione anche dal decreto legislativo n. 142 del 2015, che sono le due fonti che disciplinano la materia e nessuna innovazione è stata apportata a queste due fonti dunque e la circolare alla quale si fa riferimento circolare non è, perché io non ho firmato nessuna circolare, ho firmato una nota di chiarimento, fornendola ad una prefettura in risposta ad uno specifico quesito sulla materia. È sempre dunque una fonte primaria, per di più di derivazione comunitaria, ad avere confermato per i richiedenti la protezione internazionale e il diritto alla iscrizione anagrafica. La fonte nazionale è il decreto legislativo n. 142 del 2015 che, in associazione, in combinato disposto con il testo unico sull’immigrazione, regola a livello nazionale la materia e la fonte comunitaria è data dalle direttive n. 32 e 33 del 2013. Detto tutto questo, per esplicitare in termini tecnici una risposta, che spero sia molto chiara, aggiungo che mai nessun profugo precederà un italiano nella erogazione dei servizi che gli enti e le istituzioni italiane devono
agli italiani.

PRESIDENTE. L’onorevole Rondini ha facoltà di replicare per due minuti. 

MARCO RONDINI. Noi riteniamo che la sua risposta vada semplicemente a confermare ancora una volta la volontà di questo Governo di perseverare nella politica delle porte aperte, aggravata fra l’altro dalla scelta di garantire comunque dei diritti a dei clandestini, perché – se è vero, come è vero – come dice lei, che lei fa riferimento a un testo unico sull’immigrazione che esisteva prima del suo mandato da Ministro, è altrettanto vero che le proporzioni del fenomeno non erano quelle attuali ed è altrettanto vero che i timori dei sindaci paiono non essere completamente infondati. Io le ricordo solo alcuni numeri del disastro che avete provocato. Dal 2013 ad oggi sono arrivate in Italia 512.000 persone, di queste solamente 260.000 hanno avanzato una richiesta di protezione internazionale, quindi vuol dire che 250.000 persone sono a tutti gli effetti dei clandestini che circolano liberamente sul territorio. Al danno, in termini di sicurezza, a cui ci rimandano questi numeri, c’è il danno in termini economici provocato dalla spesa che abbiamo sostenuto. Dal 2013 al 2015 l’Italia ha speso 6 miliardi e 300 milioni per l’accoglienza e nell’anno in corso si prevede di spendere 4 miliardi 227 milioni, a fronte di una previsione di spesa di soli 600 milioni per affrontare la cosiddetta emergenza povertà che coinvolge quattro milioni e mezzo di cittadini italiani che si trovano in uno stato di povertà assoluta.
Non contenti dei danni che avete causato in termini economici e di sicurezza, oggi, con note, non con circolari – perché lei dice che non è una circolare – condite e preannunciate con la solita retorica, volete piegare i sindaci alla vostra volontà politica e utilizzate il metodo del bastone e della carota con i primi cittadini: un giorno promettete 500 euro a clandestino per le amministrazioni disposte a farsi comperare e il giorno dopo li obbligate a dar seguito alla vostra scellerata accoglienza diffusa o, come nel caso oggetto della nostra interrogazione, a regalare la carta di identità e la residenza ai clandestini, con tutto ciò che ne consegue, nonostante quello che ci dite, che potranno così accedere a una serie di servizi che i comuni faticano a garantire ai loro cittadini.  Voi portate la responsabilità morale delle inevitabili tensioni sociali che la vostra scellerata politica agevola (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini).

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