Camera dei Deputati, Interrogazione a risposta scritta n. 4-14589,
presentata il 21 ottobre 2016 dall’on. Nastri Gaetano, Residenza dei cittadini stranieri nei Centri di accoglienza (Cas)
Al Ministro
dell’Interno
secondo quanto risulta da una
circolare del dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero
dell'interno, i comuni nei quali vi è la presenza di extracomunitari, sono
obbligati a concedere la residenza agli extracomunitari dopo tre soli mesi di
accoglienza;
l'interrogazione segnala, al
riguardo, che secondo quanto si evince dal documento suesposto le procedure per
la permanenza nel nostro Paesi, si attivano subito dopo lo sbarco dei migranti
i quali fanno richiesta di protezione internazionale e, in quel momento, viene
concesso un permesso di soggiorno temporaneo (ovvero una ricevuta che dovrebbe
durare il tempo necessario perché una apposita commissione ne valuti i
requisiti);
al contempo tuttavia, l'immigrato
viene accolto nei vari centri di permanenza, all'interno di abitazioni private,
negli alberghi, nelle case delle cooperative e l'insieme di queste due
condizioni gli permette di ottenere la residenza;
anche i richiedenti asilo hanno
diritto all'iscrizione anagrafica in quanto titolari di questa ricevuta e per
ottenere la residenza, si evidenzia nella circolare ministeriale, non sembrano
esserci notevoli difficoltà, in quanto la permanenza in un centro di
accoglienza di circa tre mesi costituisce dimora abituale e pertanto legittima
la richiesta di iscrizione anagrafica;
l'interrogante evidenzia,
inoltre, che anche chi è stato inviato in un appartamento o in una struttura
alberghiera ottiene ugualmente la residenza come un «normale cittadino
italiano», anzi un cittadino italiano deve presentare della documentazione come
ad esempio documento di identità, codice fiscale, patente, mail, numero di
telefono del proprietario dell'appartamento o dichiarazione del proprietario;
l'interrogante rileva, inoltre,
come i vantaggi della residenza per gli extracomunitari siano enormi:
dall'accesso all'assistenza sociale, alla concessione di sussidi, alle
agevolazioni previste da ogni comune verificate mediante l'indicatore Isee,
all'iscrizione al servizio sanitario nazionale, ai sussidi per i canoni di
locazione, finanche alla richiesta per ottenere il conseguimento della patente
di guida italiana;
a giudizio dell'interrogante,
pertanto, quanto suesposto rappresenta un problema grave di dimensioni
rilevanti; desta evidenti preoccupazioni tale decisione del Ministero
dell'interno, in quanto con la residenza si obbliga di fatto i comuni, come ad
esempio quello di Novara, ad accollarsi i costi sociali dell’«accoglienza» –:
quali orientamenti il Ministro
interrogato intenda esprimere con riferimento a quanto esposto in premessa,
posto che la circolare ministeriale rischia di provocare gravissime ricadute
sui territori comunali sia riferite all'ordine e alla sicurezza pubblica, sia
sul piano amministrativo;
se non ritenga urgente ed opportuno rivedere tale decisione,
a giudizio dell'interrogante grave e sbagliata, in considerazione del fatto che
tale scelta rischia di aggravare ulteriormente la situazione attuale nazionale
in tema di sicurezza, a causa di politiche sulla immigrazione rivelatesi
manifestamente fallimentari, che accrescono le difficoltà di mantenimento
dell'ordine pubblico e della sicurezza sul territorio italiano, anche e
soprattutto a causa della presenza sempre più numerosa di extracomunitari i
quali molto spesso svolgono attività criminali e delittuose
Risposta scritta pubblicata Martedì 6 dicembre 2016 nell'allegato B
della seduta n. 711.
In relazione ai timori espressi
con l'interrogazione in esame, si assicura innanzitutto che nessuna residenza
anagrafica viene concessa agli stranieri irregolari.
L'iscrizione e le variazioni nei
registri anagrafici sono previste per i soli cittadini stranieri regolarmente
residenti in Italia, in possesso di un regolare permesso di soggiorno, e per i
richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza (Cas), per i quali il centro
rappresenta il luogo di dimora abituale ai fini della predetta iscrizione.
Ciò ai sensi dei due fonti
primarie, cioè il Testo unico dell'immigrazione e il decreto legislativo n. 142
del 2015.
Quindi, nessun carattere
innovativo o cogente può essere attribuito alla circolare cui si fa riferimento
nell'interrogazione, che peraltro non è una circolare, bensì una mera nota di
chiarimenti forniti a una Prefettura in risposta ad uno specifico quesito sulla
materia.
Ovviamente, il Governo è
consapevole dell'impatto che una significativa concentrazione di migranti sul
territorio può determinare sul tessuto sociale delle comunità interessate.
Perciò, in una logica di sostegno
degli enti locali che accolgono richiedenti asilo, nel decreto legge n. 193 del
2016 (articolo 12, comma 2), è stata prevista in loro favore l'istituzione di
un «Fondo di riconoscenza» di 100 milioni di euro. Il contributo consisterà in
un'elargizione una tantum nel limite massimo di 500 euro per ogni straniero
ospitato nei centri di accoglienza. Con decreto del Ministro dell'interno, da
adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, saranno
definite le modalità di riparto di tali somme ai comuni interessati.
Vanno ricordati anche gli sforzi
che il Governo sta compiendo per far decollare il modello della cosiddetta
accoglienza diffusa, attraverso il potenziamento della rete Sprar e la
previsione di premialità per gli enti locali che vi aderiscono. In tal senso,
nell'ottica di un'ottimale ed equa ripartizione dell'accoglienza oltreché in
ambito regionale, anche tra i comuni, nei giorni scorsi il Ministro
dell'interno ha diramato una direttiva ai Prefetti affinché tengano esenti da
altre forme di accoglienza i comuni facenti parte dello Sprar.
È stato inoltre disposto che i
centri di accoglienza temporanea eventualmente già presenti sul territorio di
tali comuni vengano gradualmente ridotti. Tutto ciò sul presupposto che lo
Sprar rappresenti il percorso migliore per garantire una maggiore efficacia dei
percorsi di integrazione e inclusione dei migranti.
Il Sottosegretario di Stato per l'interno: Domenico Manzione.
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