Cittadinanza italiana – Acquisto per
concessione – Cause ostative
Cons. di Stato, III, xx febbraio 2014, n. xx
E’ illegittimo per carenza di motivazione e
per incompleta valutazione dei presupposti, il diniego della cittadinanza
fondato sul riscontro nel casellario giudiziario di condanne penali per reati
in danno del patrimonio (ricettazione) e contro la fede pubblica, risalenti
agli anni 1994 e 1998 [osserva il Collegio: a) che l’art. 9, c. 1, lett. f),
della l. 91/1992 “consente di far valere l’interesse pretensivo alla
concessione della cittadinanza italiana decorso di un decennio; e… nell’ultimo
decennio non si rinvengono mende a carico dell’interessato”; b) che “il
giudizio di affidabilità e di integrazione civile dell’interessato – su cui l’
Amministrazione attesta il proprio giudizio di segno negativo, nell’esercizio
della sfera di discrezionalità peculiare al rilascio del provvedimento
concessivo – debba basarsi, ai fini della congruità e dell’esaustività della
motivazione, su una più compiuta valutazione dei fatti sanzionati in sede
penale nella loro oggettività storica (al di là del titolo del reato, tenuto
conto che sotto lo stesso nomen iuris possono essere accomunati episodi di ben
diversa entità e rilevanza), onde verificare se gli stessi rivestano ancora,
nell’attualità, un’ efficacia escludente del beneficio cui l’interessato aspira
dopo un lungo periodo (dodici anni) durante il quale non si riscontrano a suo
carico mende e pregiudizi”]
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