martedì 13 maggio 2014





Cittadinanza italiana – Acquisto per concessione – Cause ostative

Cons. di Stato, III, xx febbraio 2014, n. xx

E’ illegittimo per carenza di motivazione e per incompleta valutazione dei presupposti, il diniego della cittadinanza fondato sul riscontro nel casellario giudiziario di condanne penali per reati in danno del patrimonio (ricettazione) e contro la fede pubblica, risalenti agli anni 1994 e 1998 [osserva il Collegio: a) che l’art. 9, c. 1, lett. f), della l. 91/1992 “consente di far valere l’interesse pretensivo alla concessione della cittadinanza italiana decorso di un decennio; e… nell’ultimo decennio non si rinvengono mende a carico dell’interessato”; b) che “il giudizio di affidabilità e di integrazione civile dell’interessato – su cui l’ Amministrazione attesta il proprio giudizio di segno negativo, nell’esercizio della sfera di discrezionalità peculiare al rilascio del provvedimento concessivo – debba basarsi, ai fini della congruità e dell’esaustività della motivazione, su una più compiuta valutazione dei fatti sanzionati in sede penale nella loro oggettività storica (al di là del titolo del reato, tenuto conto che sotto lo stesso nomen iuris possono essere accomunati episodi di ben diversa entità e rilevanza), onde verificare se gli stessi rivestano ancora, nell’attualità, un’ efficacia escludente del beneficio cui l’interessato aspira dopo un lungo periodo (dodici anni) durante il quale non si riscontrano a suo carico mende e pregiudizi”]

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