Corte cost. 15 novembre 2019, n. 237
Oggetto: Stato
civile - Atto di nascita - Filiazione - Riconoscimento - Preclusione della
possibilità di formare un atto di nascita in cui vengano riconosciute come
genitori di cittadino di nazionalità straniera due persone dello stesso sesso
quando la filiazione sia stabilita sulla base della legge nazionale del figlio,
individuata in applicazione dell'art. 33 della legge n. 218 del 1995.
E’ inammissibile la questione di legittimità
costituzionale della «norma che si desume» dagli artt. 250 e 449 del codice
civile; 29, comma 2, e 44, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica
3 novembre 2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e la semplificazione
dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della
legge 15 maggio 1997, n. 127); 5 e 8 della legge 19 febbraio 2004, n. 40 (Norme
in materia di procreazione medicalmente assistita), per contrasto con gli artt.
2, 3, 24, 30 e 117, primo comma, Cost., quest’ultimo in relazione agli artt. 3
e 7 della Convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20
novembre 1989, ratificata e resa esecutiva con legge 27 maggio 1991, n. 176,
sollevata dal Tribunale ordinario di Pisa, con l’ordinanza indicata in epigrafe
[Come si legge nella sentenza, “nel
corso di un giudizio civile – nel quale una cittadina statunitense e una
cittadina italiana, «in proprio e nella dichiarata qualità di genitori del figlio
minore» (nato a P.), lamentavano che «l’ufficiale dello stato civile del Comune
di P. si era rifiutato di ricevere la dichiarazione di nascita espressa
congiuntamente dalla ricorrente cittadina statunitense quale madre
gestazionale, e dalla ricorrente cittadina italiana quale madre intenzionale,
in forza del consenso alla fecondazione eterologa (avvenuta in Danimarca)» –
l’adito Tribunale ordinario di Pisa, sezione civile, in composizione
collegiale, ritenutane la rilevanza al fine del decidere, ha sollevato, con
l’ordinanza in epigrafe, «questione di legittimità costituzionale della norma che
si desume» dagli artt. 449 del codice civile; 29, comma 2, e 44, comma 1
(omesso in dispositivo ma indicato in motivazione), del decreto del Presidente
della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e la
semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2,
comma 12, della legge 15 maggio 1997, n. 127); 250 cod. civ.; 5 e 8 della legge
19 febbraio 2004, n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente
assistita), «nella parte in cui non consente di formare in Italia un atto di
nascita in cui vengano riconosciute come genitori di un cittadino di
nazionalità straniera due persone dello stesso sesso, quando la filiazione sia
stabilita sulla base della legge applicabile in base all’art. 33 legge 218/95»”]
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