Cass. 2019
Lo jus eligendi sepulchrum rientra nella
categoria dei diritti della personalità e, come tale, non può formare oggetto
di trasferimento mortis causa. Nel caso in cui la electio non sia stata
esercitata dal defunto durante la sua vita, la scelta del luogo di sepoltura
può essere fatta dai prossimi congiunti, senza alcun rigore di forme, con
prevalenza dello ius coniugi, sullo ius sanguinis e di questo sullo ius
successionis
Con specifico riferimento al caso in cui,
una volta attuata la scelta da parte del soggetto al quale l'ordinamento
attribuisce una posizione poziore tra i congiunti del defunto, si dibatta circa
la necessità o meno del trasferimento del luogo di sepoltura, questa Corte ha
altresì precisato che (Cass. n. 4288/1974) nel giudicare dell'opposizione dei
parenti del defunto alla traslazione della salma di questo, ad iniziativa degli
attuali aventi diritto alla scelta del sepolcro - a seguito della verificatasi
necessità di immutare l'originario luogo di sepoltura - il giudice, una volta
accertato che il luogo di sepoltura era stato originariamente determinato dal
titolare del relativo diritto, deve valutare con oculata prudenza le
giustificazioni addotte per pretendere di operare un trasferimento che comporta
esumazione e ritumulazione del cadavere, posto che è avvertita dalla
sensibilità degli uomini l'esigenza che le salme dei defunti non vengano, senza
adeguate e gravi ragioni, trasferite da un luogo ad un altro [aggiunge il
Collegio che è “in tale indicazione prospettica, orientata alla salvaguardia
della scelta iniziale, ed alla valutazione prudenziale delle ragioni addotte da
chi, una volta divenuto parente più prossimo del defunto, che deve essere
inteso anche il precedente richiamato dalla difesa delle ricorrenti (Cass. n.
9168/1987), che appunto ha statuito che il diritto del coniuge superstite di
scegliere e di trasferire il luogo di sepoltura del coniuge defunto, che trova
limite soltanto nella diversa volontà già espressa dal defunto, non si pone in
contrasto con la pietà verso i defunti perché la coscienza collettiva cui tale
sentimento si riferisce non disapprova nè percepisce negativamente la translatio
dei resti mortali per una tumulazione ritenuta ragionevolmente più conveniente
dal coniuge superstite e da altri aventi diritto]
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